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5 case di moda con una visione creativa innovativa, 5 collezioni da acquistare

 

Testo di Jessica Aureli
Testo di Giosiana Giannatiempo

 

Sono innovativi e geniali i designer che oggi bussano alle porte delle case di moda più prestigiose al mondo, quelle degli show più attesi e chiacchierati in città. Ma chi sono questi individui ai quali è stato assegnato il compito tanto ambito quanto arduo di ridisegnare il DNA dei nostri brand preferiti e, soprattutto, qual è il loro segreto?
Con il mese della moda nel pieno del suo fermento, innumerevoli sono le collezioni di debutto dei nuovi fashion designer da tenere d’occhio. Per questo motivo, abbiamo stilato per voi una lista dei creativi must-know. Ecco 6 designer da non perdere.

 

 

 

Saint Laurent di Anthony Vaccarello

 

La storia ad oggi: Compito arduo quello di Anthony Vaccarello, il fashion designer assegnato alla direzione di Saint Laurent dopo l’abbandono di uno dei suoi più grandi ristrutturatori: Hedi Slimane. Così decisivo è stato l’apporto di Slimane che Vaccarello si trova a fronteggiare una duplice sfida: non solo quella di rispettare l’eredità creativa lasciata dal suo fondatore Yves Saint Laurent, ma anche quella di fare i conti con l’impero costruito nel corso di un decennio dal suo innovatore Slimane. Alla sua seconda stagione, Vaccarello è alle prese con la ridefinizione della donna Saint Laurent: la sta conoscendo – nei suoi eccessi degli anni Ottanta, nella sua stravaganza e nel suo glamour - e la sta plasmando attraverso la sua estetica distintiva.

Capi chiave: Vestito a corpetto, giacca biker in pelle e completo sartoriale ‘Le Smoking’ modernizzato.

 

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Balenciaga di Demna Gvasaliaf

 

La storia ad oggi: Proclamato “re della moda” durante l’apice della sua carriera nel dopoguerra, Cristobal Balenciaga è il couturier delle silhouette strutturali, dell’arte sartoriale e dell’attenzione al dettaglio. Spagnolo di origine, Cristobal Balenciaga è oggi annoverato tra gli annuali dei migliori stilisti di tutti i tempi e ricordato come il fondatore di uno dei marchi di lusso più venerati al mondo. È qui che, nel 2015, arriva Demna Gvasalia, designer di Vetements e padrone di uno stile dalla sfrontatezza metropolitana impareggiabile. Oggi, nel pieno del processo di modernizzazione del brand, Gvasalia tiene fede alla sua devozione per lo stile sportivo, dando vita a collezioni easy to wear preziose e rese uniche dalla modernità delle linee.

Capi chiave: Sartoria a scacchi, soprabiti asimmetrici e la scarpa del momento: lo stivale a calzino.

 

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Marni di Francesco Risso

 

La storia ad oggi: L’estetica di Marni è inconfondibile: dalle prime linee disegnate da Consuelo Castiglioni, fondatrice della casa di moda nel 1994, Marni è diventata sinonimo di design architettonico, stampe iconiche e colori dalle nuance vintage. Oggi l’alunno di Prada Francesco Risso è chiamato a valorizzare il patrimonio di stile del brand e renderlo attuale. Come? Risso punta sulla femminilità, investigando sui connotati unici del brand e aggiungendo un tocco di vivacità e di energia.

Capi chiave: Vestiti a fantasia, soprabiti intramontabili e accessori stravaganti.

 

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Calvin Klein di Raf Simons

 

La storia ad oggi: È lo show più atteso della stagione, quello messo in scena dal designer belga Raf Simons per Calvin Klein. Sinonimo di minimalismo dell’America degli anni Novanta, quando il fondatore ne disegnava ancora i tratti essenziali, Calvin Klein oggi vive un momento di rivoluzione. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, Raf Simons ha conservato l’elemento americano e lo ha impreziosito attraverso il denim, aggiungendovi connotati tipici dello stile cowboy e del collegiale.

Capi chiave: Cappotti con strato in plastica, maglieria colorata con palette pop e, naturalmente, la camicia bicolore in stile cowboy.

 

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Pringle of Scotland di Fran Stringer

 

La storia ad oggi: Da 18 mesi a capo della direzione creativa di Pringle of Scotland, Fran Stringer attinge agli archivi secolari del brand per creare capi moderni che tengano fede ai 200 anni di storia e di stile del marchio. Il risultato è chiaro nelle linee innovative con cui Stringer ridisegna il cashmere di lusso – pensa alle silhouette minimali, alle palette dai colori terreni e, per finire, al mix-and-match dei materiali e dei tessuti. Esemplare è il motivo a scacchi Argyle, firma del brand dal 1934, ripensato per adornare gli accessori e i capi d’abbigliamento.

Capi chiave: Maglioni Argyle, accessori invernali e cappotti in pieno stile scozzese.

 

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Le Novità

Le previsioni di Farfetch sull’imminente debutto dei nuovi designer di lusso in occasione della SS18.

 

Givenchy: ‘Clare Waight Keller è arrivata portando con sé un certo effetto sorpresa; l’estetica bohémien con cui la stilista ha modellato le collezioni Chloé rappresenta decisamente un punto di rottura con il look aggressivo prediletto dal suo predecessore Riccardo Tisci. Dunque, come riuscirà Keller a tradurre questo contrasto di stili in collezioni Givenchy? A giudicare dalla collezione Resort 2018, ancora improntata sul gotico-chic, riteniamo che Waight Keller punterà a rispettare il carattere “grudge” e ad ammorbidirlo per la SS18 con l’aggiunta di elementi femminili.’ Christina Smith, Fashion Assistant

Carven: ‘Il lookbook della collezione Resort 18 di Serge Ruffieux apre una finestra sulla sua visione della donna Carven e del brand. Credo che il suo debutto porterà un distacco notevole dalla dolce raffinatezza del brand parigino, grazie alla tendenza di Ruffieux a giocare sull’elemento sportivo.’ Emma Pull, Womenswear Buyer

Chloé: ‘Credo che Natacha Ramsay-Levi rimarrà fedele al DNA della casa di moda, vivacizzando l’innocenza bohémien sinonimo del brand con elementi rock (come visto già nella collezione Resort 2018). MI piacerebbe vederla sperimentare con un maggior numero di classici reinventati, così come nuovi e inesplorati modi di utilizzare i materiali iconici come il pizzo, il camoscio e la seta.’ Sonia Jesus, Senior Visual Merchandiser